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Il sogno ‘Enorme’ nella filosofia della viticoltura artigianale di Mario Manganiello della cantina Casa Brecceto

Casa Brecceto è un’idea progettuale fatta di intrecci ed amici, che arriva alla naturale concretizzazione di un sogno comune per il territorio e per la promozione di una viticoltura sostenibile e territoriale. A dare sostanza a ‘Enorme. Piccole Salone del Vino Artigianale” è proprio Mario Manganiello di Casa Brecceto che ci racconta un po’dell’azienda e un po’ il dietro le quinte del festival dei vini naturali che quest’anno, per la sua seconda edizione, si terrà a Gesualdo (Avellino).

Ci racconti un po’ la genesi e tutto il disegno progettuale che in una parola, o per meglio dire due, che si sintetizza in Casa Brecceto?

La storia di Casa Brecceto inizia nel 2001 come Arajani Enoprogetto e con il suo Aglianico “corsaro”, il Pitatza. E’ per questo vino che si pianta il primo vigneto di Aglianico. Il nucleo storico dei fondatori (Oto, Igor e Fortunato) si allarga negli anni finchè nel 2016 si dà vita al progetto Casa Brecceto, si recuperano le vigne più vecchie, si impiantano nuovi vigneti sperimentando i vitigni tradizionali sui peculiari suoli di Ariano Irpino caratterizzati da breccia irpina, argille multicolori e rocce sabbiose ricche di depositi marini. Si vinificano così anche Fiano, Greco, Coda di volpe, Piedirosso e Sciascinoso, evitando ogni ricetta preconfezionata. La fermentazione delle uve è spontanea e si utilizzano minime quantità di solfiti, spesso solo all’imbottigliamento. Il lavoro è principalmente manuale, senza alcuna tecnologia particolare in cantina. L’azienda fa agricoltura biologica, pratica il sovescio multiforeale ed il rispetto del suolo, distribuisce preparati biodinamici su circa 3,5 ettari di vigneto e di uliveto. A Casa Brecceto si mette in bottiglia un po’ di Irpinia, nella maniera più salutare, piacevole e gioiosa possibile e contemporaneamente si prova a creare valore e bellezza, per tutti

E di Enorme, invece, cosa ci dici? Siamo sicuri che avrai un’altra bella storia da raccontare, partiamo dall’inizio?

Fondando Enorme APS, e di conseguenza pensando e organizzando il Piccolo salone dei vini artigianali nelle serate galeotte a La Posta, vineria di Grottaminarda, abbiamo voluto puntare l’attenzione su tutta una serie di più o meno piccole realtà vitivinicole che da anni stanno portando avanti un modo diverso di fare viticoltura e fare vino. Tra noi soci fondatori ci sono alcuni tra i più longevi esempi campani di vignaioli controcorrente. Alcuni di noi hanno accompagnato tutto il processo di evoluzione di questo comparto negli ultimi 25 anni, ognuno a proprio modo. Tirare le somme è stata una cosa molto “naturale”! Altrettanto spontaneo è stato portare questo evento nelle nostre aree interne, con una formula itinerante: in molti casi l’entroterra è il protagonista di queste storie di residenza culturale, economica, sociale e ci è sembrato giusto raccontare queste esperienze dall’interno”

Vini naturali, Campania e, poiché parte dall’Irpinia, non possiamo non dire anche Irpinia. Qual è lo stato dell’arte?

Per quanto riguarda la Campania, Enorme prova a fare una sintesi che sia inclusiva, non solo Irpina, una rappresentazione che racconti anche quello che succede nelle altre province ed aree viticole regionali. Enorme parla al mondo dei vini “naturali” in modo corale, senza una impostazione univoca, un modo aperto al confronto. Alcuni di noi sono nelle più antiche associazioni e fiere nazionali di questo settore ed anche all’interno di esse partecipiamo al dibattito ed alla ricerca che viene portata avanti in ambito viticolo, pedologico, enologico, microbiologico e così via. C’è molto fermento nelle nostre giornate. Questo è uno dei motivi per cui preferisco parlare di artigianale più che di “naturale”, c’è tanta conoscenza, studio ed esperienza in quello che facciamo. Partiamo da pochi ma importanti punti fermi: agricoltura biologica senza l’uso di molecole di sintesi, conservazione del patrimonio che abbiamo sotto i piedi (il suolo), fermentazioni spontanee, basso o nullo uso di solfiti, nessun altro prodotto aggiunto al vino. Intorno a questi punti non si smette mai di provare, capire, imparare, qui come nel resto dei paesi storicamente produttori di vino”

Rompendo i confini nazionale e andando oltre, che aria si respira quando si parla di vini naturali?

“In questi ultimi anni anche in molte altre regioni d’Europa (e non solo) sono emerse voci di produttori dal grande carattere. Questo è molto bello perché ci apre ad ulteriori confronti, soluzioni per le problematiche comuni, esperienze e tradizioni che portano con sé ricchezze grandissime, svincolate dalle logiche dell’industria che spesso tende a proporre modelli sempre uguali a sé stessi. Quest’anno ci aspettiamo un bell’impulso dai seminari organizzati dalla nostra associazione, anche e forse soprattutto da quelli inerenti altre culture vitivinicole”

Che cosa possiamo (e dobbiamo) aspettarci da questa seconda edizione di ‘Enorme’?

Mettendo i vignaioli direttamente dietro al banchetto di un salone atipico come Enorme, si cerca di centrare con la spontaneità e la trasparenza uno degli obiettivi fondamentali del nostro lavoro che è quello di alzare la conoscenza di questo piccolo ma ricchissimo mondo tra gli addetti ai lavori della nostra regione e di quelle vicine, per soddisfare la sempre maggiore richiesta di vini non omologati che viene dal turismo e dagli appassionati di vini e di cucine locali. Ovviamente avere curiosi, cultori e perché no anche scettici tra gli avventori rende tutto più conviviale, festoso e vero. Quest’anno dal Castello di Gesualdo si godrà anche di una vista meravigliosa sulla nostra Irpinia, del resto anche gli occhi vogliono la loro parte”

E per il futuro di “Enorme”, dove punta l’occhio?

“Sicuramente allargare ancora le nostre collaborazioni, invitando nuovi interlocutori e creando nuove sinergie, senza rimanere cristallizzati in un modello preconfezionato. Le cose cambiano in fretta in questo mondo. Per ora pensiamo a questa edizione, è sempre una bella faticata far quadrare tutto tenendo conto che siamo una associazione che organizza il salone senza scopo di lucro, ma in pentola potrebbero esserci dei piccoli eventi off in altri periodi dell’anno, seminari, approfondimenti, corsi, oltre a degustazioni tematiche”

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