Dal 1830 a oggi, la storia della Famiglia di Carlo attraversa quasi due secoli di viticoltura abruzzese. Un percorso iniziato ai tempi del Risorgimento e arrivato fino alle nuove generazioni con la stessa idea di fondo: interpretare il vino come espressione autentica del territorio e della natura.
Con sede tra Caldari d’Ortona e Crecchio, nel cuore della provincia di Chieti, Vignamadre è stata tra le realtà pionieristiche del biologico in Italia già dal 1991, anticipando temi che sarebbero diventati centrali soltanto molti anni dopo. Dalle fermentazioni spontanee a quelle naturali in anfora dai vini senza solfiti alla bioarchitettura del centro aziendale: la filosofia produttiva della famiglia Di Carlo ruota attorno a un concetto preciso «creare vini che siano il risultato di un equilibrio tra uomo, tempo e paesaggio».

Un approccio che emerge chiaramente anche nei tre vini proposti in degustazione, dove il Montepulciano d’Abruzzo viene raccontato attraverso due registri differenti: da una parte la freschezza territoriale e gastronomica del Capo Le Vigne Cerasuolo d’Abruzzo 2024, dall’altra la profondità più evoluta e stratificata del Nobu1830 Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2018. Infine, la riscoperta della Maiolica risultato di un progetto pluriennale di ricerca, recupero ampelografico e valorizzazione enologica della storica varietà abruzzese a lungo marginalizzata.

Agenda di degustazione
Capo Le vigne Cerasuolo d’Abruzzo 2024
Tipologia: Rosato
Uvaggio: Montepulciano d’Abruzzo 100%
Denominazione: Doc
Annata: 2024
Esposizione: sud, sud-est
Altitudine: 380 m s.l.m.
Sistema di allevamento: cordone speronato
Produzione media per ettaro: 80 quintali per ettaro
Periodo di raccolta: settembre
Sistema di vinificazione: particolare tecnica di vinificazione in bianco, limitando il periodo di fermentazione con la presenza delle bucce a poche ore
Gradazione alcolica: 13,5% vol.
Zucchero residuo: 5 g/l
Acidità totale: 6 g/l
Note degustative
Il primo assaggio è quello del Capo Le Vigne Cerasuolo d’Abruzzo 2024, vino che nasce nel vigneto storico della famiglia di Carlo, nelle tenute di Crecchio dove soggiornò re Vittorio Emanuele III prima dell’esilio. Nel calice si presenta con un rosato intenso dalle sfumature granate luminose, mentre al naso richiama immediatamente piccoli frutti rossi croccanti, fragola e lampone soprattutto, accompagnati da note di visciola e da un sottofondo floreale che rimanda alla viola e alla rosa canina.
In bocca emerge invece il lato più gastronomico del vino. Il sorso è morbido, avvolgente, con una struttura ben calibrata che non rinuncia però alla freschezza. La chiusura leggermente mandorlata accompagna un profilo pensato chiaramente per la tavola. È un Cerasuolo che evita sovrastrutture e punta tutto sulla riconoscibilità territoriale, anche attraverso una vinificazione volutamente legata alla tradizione: poche ore di contatto con le bucce e una lettura essenziale del Montepulciano d’Abruzzo in versione rosata.
Nobu1830 Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2018
Tipologia: rosso
Uvaggio: Montepulciano d’Abruzzo 100%
Denominazione: Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva
Annata: 2018
Zona di produzione: Provincia di Chieti
Esposizione: sud-est
Altitudine: 380 metri s.l.m.
Terreno: medio impasto tendenzialmente argilloso
Sistema di allevamento: Guyot
Produzione media per ettaro: 80 quintali per ettaro
Vendemmia: manuale
Periodo: ottobre
Sistema di vinificazione: fermentazione del mosto in vasche di cemento, in anfore e botti di rovere. Travasi con decantazioni naturali e successivo affinamento in bottiglia
Gradazione alcolica: 14,5% vol.
Zucchero residuo: 5 g/l
Acidità totale: 5,5 g/l
Maiolica Terre d’Abruzzo 2025
Tipologia: rosso
Uvaggio: Maiolica
Denominazione: Terre d’Abruzzo Igp
Esposizione: sud-est
Altitudine: 280 metri s.l.m.
Terreno: Calcareo/Argilloso
Sistema di allevamento: cordone speronato, pergola
Vendemmia: selezione manuale
Sistema di vinificazione: fermentazione in vasche d’acciaio inox a temperatura controllata Gradazione alcolica: 12,5% vol.
Note degustative:
Diverso il registro del Nobu1830 Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva 2018, vino che già dal nome racconta il concetto di continuità familiare. “Nobu”, dal giapponese “prolungare”, richiama infatti il proseguimento della storia iniziata nel 1830 da Camillo di Carlo con l’esportazione delle uve verso il Regno di Savoia e il Granducato di Toscana.
Qui il Montepulciano cambia completamente tono espressivo. Il colore è granato compatto, mentre il naso si muove su sensazioni più profonde ed evolute: confettura di frutti rossi, cacao, vaniglia, spezie dolci e leggere tostature che ricordano il caffè. La vinificazione, effettuata tra vasche di cemento, anfore e botti di rovere, restituisce un vino articolato ma senza eccessi, dove il legno accompagna senza sovrastare. L’assaggio mette in evidenza una struttura importante, sostenuta però da tannini morbidi e ben integrati. La persistenza è lunga, con ritorni speziati e fruttati che amplificano la sensazione di profondità del sorso. È un vino che guarda chiaramente a una dimensione più ampia e internazionale, pur mantenendo saldo il legame con il territorio abruzzese e con il carattere del Montepulciano.

Maiolica Terre d’Abruzzo 2025
Tipologia: rosso
Uvaggio: Maiolica
Denominazione: Terre d’Abruzzo Igp
Esposizione: sud-est
Altitudine: 280 metri s.l.m.
Terreno: Calcareo/Argilloso
Sistema di allevamento: cordone speronato, pergola
Vendemmia: selezione manuale
Sistema di vinificazione: fermentazione in vasche d’acciaio inox a temperatura controllata Gradazione alcolica: 12,5% vol.
Note degustative
Maiolica Terre d’Abruzzo, nuovo ingresso dell’etichetta nata dall’occhio visionario di Giannicola Di Carlo, risultato di un progetto pluriennale di ricerca, recupero ampelografico e valorizzazione enologica della Maiolica Nera, varietà storica abruzzese a lungo marginalizzata. L’etichetta è stata presentata in occasione della fiera internazionale Vinitaly, all’interno di un progetto che rappresenta la sintesi concreta di un articolato percorso di recupero ampelografico e valorizzazione enologica dell’antico vitigno autoctono abruzzese. Un lavoro che riflette l’orientamento aziendale verso la ricerca e una visione contemporanea del vino. L’iniziativa nasce da un’approfondita attività di ricerca agronomica ed enologica, sviluppata anche grazie al contributo tecnico di Cesare Tiberio, agronomo dei Vivai Cooperativi Rauscedo incaricata alla selezione e al recupero delle marze storiche della varietà autoctono abruzzese della Maiolica Nera.
Per Giannicola Di Carlo, è una vera voce del territorio, tra tradizione e contemporaneità. Alla vista si presenta con rosso rubino luminoso. È nitido e fragrante, al naso, con note di ciliegia croccante, piccoli frutti rossi e delicati sentori speziati. Il sorso è leggero e scorrevole, con tannini delicati e ben integrati. Fresco e piacevolmente fruttato, esprime note di ciliegia e frutta matura che conducono a un finale pulito e armonico. Appare per questo versatile e gastronomico, da tutto pasto e con pizza classica e gourmet.