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Dall’Irpinia alla Borgogna, Cantine di Marzo presenta a Chablis il Greco di Tufo e lo studio sulla zonazione aziendale

di Valentina Taccone

Stretta di mano tra Irpinia e Borgogna nel progetto sottoscritto dalla doppia firma stilistica di Ferrante di Somma e del winemaker Vincenzo Mercurio e presentato lo scorso 28 febbraio a Chablis. Un lavoro unito e che ha valicato i confini italiani, per dimostrare i risultati dello studio sulla zonazione aziendale di Cantine di Marzo, dedicato al terroir di Tufo e ai cru di Greco di Tufo prodotti dall’azienda irpina.

Il progetto di ricerca è stato avviato nel 2020 con il contributo di Le Ali di Mercurio e dell’Università degli Studi del Sannio, con l’obiettivo di analizzare in modo approfondito le caratteristiche pedologiche e sensoriali dei diversi vigneti aziendali. Uno studio fondamentale e che consente di mettere in evidenza i diversi descrittori olfattivi riconducibili alla complessa categoria dei cosiddetti “vini minerali”nei cru di Greco di Tufo di Cantine di Marzo
Tra i risultati rilevati, il descrittore “minerale” è stato frequentemente rilevato e declinato in diverse sottocategorie. Elemento importante e che hanno spinto l’azienda a confrontarsi con territori dove la mineralità rappresenta un elemento distintivo. La scelta è ricaduta, quasi naturalmente, sullo Chablis, uno dei contesti vitivinicoli più emblematici al mondo per lo studio della zonazionee per la produzione di vini bianchi universalmente riconosciuti per il loro profilo minerale.

La Francia rappresenta inoltre un punto di riferimento naturale anche per il legame personale e professionale dei protagonisti del progetto: Ferrante di Somma ha vissuto nel Paese per una parte significativa della sua vita; l’enologo italiano Vincenzo Mercurio, invece, ha maturato esperienze professionali proprio in Borgogna.


Determinante la collaborazione con il BIVB – Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne, il consorzio di tutela dei vini di Borgogna. Difatti Cantine di Marzo ha potuto presentare il proprio lavoro a un gruppo selezionato di produttori, giornalisti ed esperti degustatori. L’incontro ha dato vita a un confronto tecnico sulle origini dei suoli irpini e di Chablis, con particolare attenzione ai parallelismi tra le espressioni aromatiche dei vini e agli aspetti semantici legati al concetto di “mineralità”.
La linea degustativa mostra un profilo chiaro: complessità e la capacità evolutiva del Greco di Tufo, che ha suscitato grande interesse tra i professionisti francesi. I partecipanti hanno apprezzato la marcata impronta minerale dei vini e hanno evidenziato, in particolare, un livello di freschezza sorprendente per un bianco proveniente dal Sud Italia.

Il panel di degustatori ha inoltre riconosciuto l’importanza dell’influenza dei suoli e dei “climat” di Tufosulle caratteristiche organolettiche dei vini di Cantine di Marzo, sottolineando come l’approccio alla zonazione vitivinicola rappresenti uno strumento strategico per la valorizzazione e la comunicazione dell’intero territorio.
I risultati tecnici dello studio saranno presentati in anteprima nazionale il prossimo 21 marzo a Roma, presso l’Hotel Rome Caval, in occasione del Forum di Bibenda, durante una masterclass dedicata al Greco di Tufo e al terroir di Tufo, con l’obiettivo di condividere il lavoro di ricerca con operatori e professionisti del settore.

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