Approccio ingegneristico e con esiti scientifici validi e validati che dimostrano la possibilità di un affinamento subacqueo di vini e distillati:Jamin UnderWaterWines è una PMI innovativa fondata nel 2015 a Portofino che parla di innovazione e sostenibilità. L’azienda ha sviluppato un modello operativo basato su protocolli proprietari e brevetti tecnologici, supportati da oltre dieci anni di ricerca sperimentale condotta in collaborazione con prestigiosi centri universitari italiani.
Il progetto multifase si sviluppa con la progettazione, l’installazione e la gestione di impianti subacquei specifici, posizionati in ambienti marini e lacustri idonei, dove temperatura, pressione, luce e moti ondosi vengono sfruttati come fattori di micro-affinamento naturale. I parametri di esposizione vengono monitorati e gestiti secondo protocolli ingegneristici sviluppati internamente, in modo da garantire ripetibilità, sicurezza e tracciabilità del processo.

A Jamin, il merito di aver istituito il primo network internazionale dedicato alle cantine subacquee, basato su un modello di affiliazione commerciale certificata. Gli impianti affiliati, distribuiti attualmente in sei regioni italiane (Emilia-Romagna, Calabria, Molise, Toscana, Campania – Ischia, Lombardia – Bellagio). Esse operano secondo standard condivisi e ricevono supporto tecnico, legale e operativo dalla casa madre. Nuove aperture sono già pianificate in Abruzzo, Sicilia e Basilicata.
Ad oggi, l’azienda collabora con una rete di oltre 385 soci, tra produttori vitivinicoli, enologi, biotecnologi e tecnici specializzati. Grazie all’utilizzo di dispositivi tecnologici brevettati e alla standardizzazione dei protocolli, Jamin è riuscita a costruire il più ampio database internazionale sull’affinamento subacqueo, con oltre 360 referenze enologiche e distillati analizzati, mappando l’effetto delle condizioni subacquee sui profili organolettici e chimico-fisici dei prodotti.
La componente scientifica è centrale nella strategia aziendale: oltre un milione di euro è stato investito in R&D, con studi svolti in collaborazione con DISTAV (Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita – Università di Genova) e DAGRI (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali – Università di Firenze). Questi studi hanno dimostrato come l’ambiente subacqueo – se gestito correttamente – possa contribuire a stabilizzare antociani e polifenoli, armonizzare l’evoluzione aromatica e migliorare la complessità sensoriale del vino.
Il progetto si inserisce così in un ambito di innovazione enologica sistemica, in cui l’interazione tra condizioni ambientali naturali e tecnologie di processo può essere misurata, ottimizzata e trasferita. Le evidenze raccolte supportano l’ipotesi che l’affinamento subacqueo, lungi dall’essere un fenomeno spontaneo o aneddotico, rappresenti una metodologia scientificamente fondata, in grado di arricchire le prospettive della ricerca applicata in campo vitivinicolo.